Stampa digitale: definizione e breve cenno storico

I pregi della stampa digitale e gli infiniti campi di applicazione

Definizione e storia della stampa digitale

Cominciamo subito col dare una definizione di stampa digitale e ricorriamo a wikipedia, che ci informa che “stampa digitale è un termine generico per identificare un sistema di stampa dove la forma da stampare viene generata attraverso processi elettronici e impressa direttamente sul supporto da stampare”.
In altri termini, la stampa digitale si fonda su una tecnologia che contempla l’utilizzo di procedure elettroniche per l’invio di file digitali alla macchina da stampa, senza l’impiego di lastre o matrici.
Si tratta di un tipo di stampa affermatasi a partire dagli ultimi vent’anni del XX secolo, anche se, a dire il vero, già nel 1969 è possibile ravvisare il primo prototipo di macchina per la stampa digitale, quello della Xerox, a cui fa seguito, nel 1976, quello della IBM, un po’troppo voluminoso. Bisogna attendere il 1984 per poter vedere comparire il primo esemplare dalle dimensioni abbastanza contenute: si tratta, nello specifico, della prima Laser Jet di HP, che presenta, però, lo svantaggio di non essere economicamente accessibile a chiunque.
È solo dagli inizi degli anni ‘90 che cominciano a vendersi su larga scala, anche in Italia, le stampanti a getto d’inchiostro, a laser, a sublimazione, che divengono parte integrante dell’arredamento degli studi casalinghi e degli uffici, facendo mostra di sé sulle scrivanie o su appositi tavolini, senza turbare il gusto estetico dei più attenti a quest’aspetto. Con le loro dimensioni piuttosto moderate, addirittura portatilim soddisfano le esigenze di coloro che sono alla ricerca di un prodotto che presenti un ottimo rapporto tra qualità della stampa e costi di acquisto/manutenzione.

I pregi della stampa digitale

Poiché, come detto, la stampa è diretta in quanto il il processo è generato da procedimenti elettronici e l’impressione ha luogo direttamente sul supporto da stampare, la stampa digitale presenta l’enorme, indubbio vantaggio di avere costi di avviamento bassissimi, per cui risulta possibile stampare anche pochi campioni, a prezzo modesto. A ciò si aggiunga che si tratta di una stampa ad alta qualità e definizione, che prevede un processo di elaborazione più rapido rispetto alla stampa offset - con la conseguenza che si riducono notevolmente i tempi di consegna - e che utilizza inchiostri i cui colori risultano molto spesso più lucidi e brillanti di quelli per offset.

Campi di applicazione

Non ci sono davvero limiti a ciò che si può stampare con questo procedimento: biglietti da visita, locandine, fotografie, pieghevoli, abbigliamento, cataloghi, adesivi, calendari, flyer, depliant, brochure e chi più ne ha più ne metta! Il tutto, ripetiamo, grazie alla possibilità di produrre a costi limitati anche piccole quantità di prodotti, con un eccellente rapporto tra qualità, quantità e prezzo della stampa digitale. Possiamo a ben vedere parlare, quindi, di una vera e propria “rivoluzione digitale”, che ha sovvertito l’industria delle arti grafiche e che continuerò a farlo, grazie alle caratteristiche di velocità e flessibilità.  


 


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